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La Pet Therapy è considerata ormai da tempo un validissimo sostegno nei confronti di patologie umane sia fisiche che psicologiche o mentali, ma anche come importantissimo sostegno affettivo per tutti, con particolare riguardo verso persone più fragili o anziane ce che vivono in solitudine.

Ormai da tempo si è capito che anche in occasione di ricoveri temporanei come per lunghe o definitive degenze, la presenza di un animale, tra quelli più comunemente definiti Pet: cane, gatto o coniglio, è di grande aiuto psicologico e, non è cosa da poco, conduce a una più rapida guarigione.

In caso di anziani ricoverati nelle case di riposo o di patologie degenerative, accarezzarli aiuta a mantenere o ripristinare funzioni cognitive, come il tatto; tenerli in braccio a migliorare le funzioni motorie per non parlare del prezioso e salutare coinvolgimento in attività ludiche e relazionali grazie alle generose, affettuose manifestazioni di affetto, leccate, scodinzolii, abbracci di un cane o alle fusa del gatto.

Nel caso ci sia la possibilità di avere un Pet di compagnia per tutti gli ospiti di una struttura, le azioni di accudimento quotidiano saranno di grande gratificazione nell’organizzazione e nel bilancio dello scopo nella giornata che non sarà regolata solo da terapie o somministrazione di farmaci.
Poter portare il proprio pet nella struttura di ricovero, è di grande conforto per il ricoverato sollevato dal pensiero di lasciarlo da solo o doverlo affidare ad estranei o a pensioni.

Tutto ciò ha sensibilizzato i legislatori ad emanare leggi e regolamenti che adeguatamente interpretate tutelano il rapporto umani/Pet.
Nonostante ci siano leggi Italiane ed Europee che riguardano la Protezione animale, nessuna considera in modo esplicito la presenza degli stessi negli ospedali.
Ai cani è consentito ormai da anni l’accesso a qualunque luogo aperto al pubblico purché accompagnati al guinzaglio e provvisti di museruola con il solo divieto per luoghi dove si preparino o conservino alimenti.

A dettagliare la legge nazionale, ci sono poi le normative regionali.
Alcune, come Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e da poco anche il Lazio hanno disposizioni precise riguardo alla presenza degli animali negli Ospedali e in luoghi Socio-sanitari pubblici e privati, prevedendo anche la presenza di luoghi completamente dedicati a loro e chiaramente identificati da appositi logo e a volte di personale specializzato.

>Quello della Pet Terapy è anche il tema del mio libro per bambini, con tante illustrazioni da colorare “Quando tornerò Celeste”, che racconta la dolcissima storia di amicizia tra una bambina e della sua bassottina.

Ogni struttura del Territorio lombardo, per esempio, dovrà entro la fine dell’anno (2019) dotarsi di un proprio regolamento interno per poter consentire la visita dei Pet ai pazienti ricoverati.
In linea generale i cani dovranno essere accompagnati da un maggiorenne che sarà responsabile dell’animale e degli eventuali problemi legati alla sua presenza nella struttura e anche gli altri degenti, ospiti o visitatori presenti dovranno inoltre acconsentire alla presenza del pet.
Il pet dovrà essere munito di libretto sanitario in ordine con le vaccinazioni, del certificato di buona salute emesso da non oltre una settimana e di regolare iscrizione all’Anagrafe canina.
Se è un cane, potrà circolare nella struttura sempre accompagnato e provvisto di guinzaglio di 1 metro e mezzo di lunghezza massima e di museruola, che potrà togliere solo in presenza del paziente da visitare.
Se è un gatto o un coniglio dovrà essere in regola con le vaccinazioni, accompagnato dal paziente nel trasportino e liberato solo in sua presenza.

La possibilità di introdurre gli animali nelle strutture sanitarie è regolata quindi da normative regionali, da regolamenti specifici per ogni struttura, ma anche da considerazioni personali dei singoli Direttori Sanitari o Primari di reparto. Il consiglio è quello di informarsi per tempo, evitando inutili aspettative da parte dei ricoverati.

La Lombardia, per esempio, dispone di un elenco consultabile delle strutture che acconsentono o rifiutano l’accesso.
Tra questi l’ospedale di “Niguarda” di Milano che ha addirittura consentito alla redazione di una popolare trasmissione televisiva di registrare presso lo stesso nosocomio uno spot che promuove la presenza del proprio animale nella stanza di degenza.

Speriamo che sempre più strutture sanitarie capiscano l’importanza della Pet therapy e acconsentano la presenza degli animali migliorando anche la qualità della degenza, rispettando, comunque anche il pensiero di chi non approva la loro presenza in strutture sanitarie.