Infezione alle ghiandole paranali del cane | Enjoy Life With Bamapet

Un’attenzione insistente verso un punto particolare del corpo del nostro Pet potrebbe essere spesso l’espressione di un problema. In particolare mi riferisco oggi a continue lambiture nella zona perineale, magari associato a guaiti sia durante tale procedura che nel momento della defecazione.

Se il tuo pet continua a sfregarsi contro il pavimento, o improvvisamente si “accanisce” anche con i denti nella zona perianale, potrebbe esserci un problema.

In questo caso il proprietario dovrà osservare attentamente la parte e portare il soggetto da un veterinario.

Si dovrà osservare attentamente sia la zona perineale sollevando la coda se questa fosse occludente e dotata di frange o abbondante pelo che potrebbe nascondere il problema e tutta la circonferenza dello sfintere anale.

In caso di normalità si dovrebbe notare una colorazione rosata e assenza di qualunque secrezione e soprattutto la sua completa integrità.

La patologia indicata come “fistola delle ghiandole paranali” si manifesta invece con più o meno gravi lacerazioni ai lati dello sfintere, tipicamente in zona 3 e 9 se lo associassimo al quadrante di un orologio, secrezioni sia sierose ma anche purulente, con le lacinee fibrose, sangue e un odore molto sgradevole.

Tutto ciò è causato da una grave prima infezione e poi suppurazione di una o più ghiandole paranali che si trovano nel cane nell’ultimo tratto del retto.

La loro funzione è quella di produrre un materiale sebaceo ricco di feromoni (vedi articolo precedente) e di una sostanza simile per consistenza e colore alla pasta d’acciuga che viene liberata in caso di forte paura o stress.

Il loro svuotamento è costante ogni volta ci sia il passaggio delle feci che “spremono” dolcemente le ghiandole, a volte per difficoltà a produrre feci compatte, per cause alimentari, infettive o metaboliche, per infezioni generali, ma anche per predisposizioni razziali, ne soffrono particolarmente i pastori tedeschi e razze affini, queste ghiandole non riescono a svuotarsi normalmente ma accumulano continuo materiale che può andare in contro a organizzazione o infezioni.

In questa fase il proprietario attento potrà notare un intenso fastidio da parte del soggetto colpito e anche un aspetto globoso e teso della parte interessata, proprio poco prima che si fistolizzi all’esterno.

In questa fase una loro delicata spremitura o l’uso di antinfiammatori associati ad antibiotici potrebbe evitare completamente il proseguire della patologia scongiurando la fistolizzazione.

Nella fase successiva la fistola sarà evidente con aspetto più o meno grave in base al tempo trascorso.  Potrebbe essere piccola ma a volte la lacerazione coinvolge buona parte dello sfintere con interessamento anche delle zone limitrofe e più profonde.

La visita di un collega è fondamentale per stabilire la cura migliore fino nei casi recidivanti o molto compromessi nei quali si dovrà intervenire chirurgicamente anche se rimane comunque una soluzione da valutare molto bene trattandosi di uno sfintere.

La spremitura manuale e costante da parte dei proprietari non è mai una pratica consigliabile, perché potrebbe provocare una infiammazione pericolosa, sarà praticata solo da un Medico Veterinario in casi eccezionali.