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11 agosto 2017

E’ una giornata caldissima con un vento fortissimo che cambia continuamente direzione. La giornata perfetta per scatenare un incendio, PURTROPPO.
Nel primo pomeriggio, mentre stiamo riposando, suona il campanello. E’ la mia vicina di casa. E’ e piuttosto agitata, mi dice di uscire subito, in fretta. Il mio giardino sta bruciando!

Il mio giardino sta bruciando?
Impossibile….
Esco fuori più per assecondarla e dimostrarle che si è sbagliata e… il mio giardino sta bruciando!
Qualcuno ha appiccato il fuoco nel bosco che circonda la mia casa. Non solo, il forte vento che cambia direzione sta catturando tutto il bosco a una velocità indescrivibile.
Tutto quello che succede di li a 30 minuti, è indescrivibile.
Io sono paralizzata. Ho bisogno di qualche secondo per riattaccare la spina e attaccarmi al telefono. Chiamo nell’ordine: mio marito “Vieni ad aiutarmi!” Mia sorella “Non portare assolutamente qui a casa i bimbi!!”
Sono in una bolla di sapone.

Le fiamme sono altissime, si dimenano, superano gli alberi più alti e raggiungono la casa del mio vicino, aggrediscono la sua rimessa per gli attrezzi. Quella dove tiene le bombola del gas. Il disastro. Nemmeno il tempo di pensarci e una nube nera altissima colora il cielo e le fiamme acquistano ancora più forza.
Vi assicuro che di fronte a scene come questa ci si rende realmente conto di quanto siamo impotenti davanti alla forza della natura. Fortunatamente in queste situazioni viene sempre fuori il meglio delle persone (no, non mi riferisco a quei delinquenti dei piromani, ovviamente!).
Arrivano tutti i vicini portando secchi, pompe, idranti e quant’altro per tentare di arginare il fuoco. Serena e Cristina corrono ad aiutarmi con i cani che impauriti non vogliono spostarsi…

Già, i cani! Orso il labrador color miele è paralizzato dalla paura, non vuole muoversi e siamo costretti a trascinarlo con il collare a strozzo. Proprio mentre usciamo dal cancello ecco che il vento ha cambiato nuovamente direzione e le fiamme lo avvolgono “accarezzando” anche il cane sulla schiena.
Nel frattempo arrivano i vigili del fuoco e anche il babbo con il furgone.
Porterà in salvo tutti i cani con l’aiuto dei vicini che, una volta caricati e assicurati al loro posto, subito li coccolano e li confortano con delle ciotole d’acqua.
I labrador sono in salvo, purtroppo nella concitazione Orso si è fatto male ad una zampa e c’è sangue ovunque…
La bassotta Chanel, invece, è sempre in casa.
Corro in casa. I vigili del fuoco non sono affatto d’accordo, ma figuriamoci se la lascio in casa da sola! Trovata, l’agguanto e porto in salvo anche lei.

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I gatti!
I gatti sono scappati e non riesco a trovarli da nessuna parte.
Sono disperata e disorientata, il fumo mi fa girare la testa.
I vigili del fuoco intanto ci chiedono di togliere le macchine per evitare ulteriori esplosioni. Serena, Cristina ed io spostiamo le macchine e portiamo i cani a casa di mia mamma dove Rita, mia sorella li aspetta per caricarli e portarli da Margherita e Silvia al dog park la Torretta (ci sarebbero rimasti per quasi un mese).
Perché nomino tutte queste persone? Perché sono tutte persone fantastiche che mi hanno aiutato nel momento del bisogno, nessuno si è tirato indietro.
In meno di 30 minuti abbiamo organizzato una staffetta per sistemare i cani e le ragazze del dog park li hanno accolti nonostante la struttura fosse piena per le vacanze estive. Si sono occupate di Orso, l’hanno portato dal veterinario e gli hanno fornito tutte le cure necessarie per evitare infezioni e curare l’ustione sul collo e la ferita alla zampa.

Grazie a loro i cani sono al sicuro. I bimbi sono in salvo e per fortuna non hanno visto niente.
Torno subito a casa dove mio marito e mio babbo, munito di trattore con cisterna d’acqua, stanno aiutando i vigili del fuoco a tenere bagnato il resto del bosco per evitare che la situazione peggiori. Dalle tre alle nove ben 5 aerei hanno fatto avanti e indietro incessantemente per arginare il fuoco ma è passata una lunghissima settimana prima che la situazione fosse completamente sotto controllo. Nel bosco intorno casa c’erano cinghiali, istrici, scoiattoli, lepri, cerbiatti e persino 3 lupi e sono tutti spariti in preda al panico.
Un vero disastro. Il paesaggio non è più lo stesso, non ci sono più alberi e dovranno passare altri 20 anni prima che il bosco torni lo splendido bosco di prima.
Dopo circa dieci giorni sono tornati anche i gatti sani e salvi, sicuramente si sono nascosti in attesa che tutto tornasse alla normalità.

Vi racconto questa storia perché grazie ai miei animali ho conosciuto tante persone veramente speciali, persone semplici e di cuore, pet lover come me e forse anche di più e colgo l’occasione per dirgli ancora una volta grazie per tutto l’aiuto e per essersi presi cura dei mie cuccioli.