post-toulouse

Oggi vi voglio raccontare una storia. L’inizio non lo conosco ma potrebbe essere simile a tanti altri.

Si decide di avere un cucciolo, lo si adotta o lo si compra magari scegliendolo fra tanti, pensando a quello che potrà diventare da grande: un cane da guardia o da caccia, un pastore o un animale da compagnia.

Il cucciolo, poi, cresce e può capitare che non diventi proprio quello che avevamo sognato. Per cui molto facilmente lo si abbandona al proprio destino pensando che: “tanto è un animale e saprà cavarsela da solo”. Il più delle volte, però, non funziona così e solo quelli più fortunati(?) si arrangiano come possono, spesso ammalandosi. Affamati, assetati e in gravi condizioni qualche volta riescono a intenerire qualcuno che, nonostante tutto, decide di prendersi cura di loro.

Così è successToulouse_1o alla cagnolina Toulouse che abbiamo adottato. È stata abbandonata ma non sappiamo se perché malata o perché stufi di occuparsene. Quando era in pessime condizioni l’ha trovata una signora siciliana che si è presa cura di lei facendo sì che tornasse a stare bene e potesse essere adottata.

Così Toulouse ha affrontato un lungo viaggio con le staffette, le persone che trasportano cani e gatti in destinazioni che si spera siano migliori.

È stata adottata da una famiglia che l’ha accudita per solo 6 mesi dopo che ha deciso di disfarsene quando si è accorta che Toulouse aveva contratto una grave malattia.  Hanno pensato che fosse meglio sopprimerla.

Oggi mi sono presa cura io di Toulouse e lei, non solo ha superato l’intervento ma, si sta anche riprendendo. Non potrà avere una vita lunga davanti a sé dopo tutto quello che le è  suToulouse_2ccesso ma da parte mia, avrò sempre la consolazione di aver fatto il possibile per lei dondole ancora una chance: una casa, delle coccole, del cibo e l’attenzione che si merita.

La morale di questa storia forse sarà scontata ma rimane sempre la stessa: un animale non può essere considerato un oggetto di cui disfarsi quando non lo si vuole più. Prima di adottarne uno pensate bene a quali siano le vostre responsabilità, loro non hanno colpe e si affidano totalmente a noi.
Abbandonarli, soprattutto se malati, è un vero atto di vigliaccheria. Loro non se lo meritano proprio. Se pensate che sia un gioco, giocate con altro ma non con le loro vite.