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1 – Il fidanzamento

Lola è parte integrante della nostra famiglia, è dolce, è coccolona, è buona e molto generosa. Una mamma.

Io e mio marito decidiamo di farle incontrare un giovinotto con cui vivere l’esperienza della gravidanza e per condividerla con i nostri tre figli.

Si parte un giorno tutti insieme per andare da Roberto e Marzia di casa Biagini dove Lola conosce Ciccio, quello che poi sarebbe diventato il babbo dei suoi cuccioli.

Amore a prima vista!

E non poteva essere altrimenti. Ciccio è un Labrador Cioccolata, giocherellone, un po’ irruento ma molto molto maschio. 😉

Dopo circa 45 giorni dal … fidanzamento, andiamo a vedere la prima ecografia.

Le facce stupite dei miei figli quando hanno sentito i cuoricini che battono: “una piccola orchestra di tamburini nella pancia di Lola!”.
Ovviamente mi sono commossa, ma non faccio testo! Piango anche quando guardo i cartoni animati!

2 – L’attesa

I due mesi successivi passano alla velocità della luce ma abbiamo tutto il tempo per documentarci, preparare la sala parto, i teli, gli asciugamani, la lampada per tenere al caldo i cuccioli, medicinali omeopatici per aiutare Lola a rimanere calma, medicinali omeopatici per aiutare noi a mantenerci calmi…

I bambini si danno molto da fare per decorare con disegni la sala parto e per renderla accogliente.

Un settimana prima della presunta scadenza del parto cominciamo a misurarle la temperatura rettale che di norma è intorno a 38° /39° C , quando la temperatura raggiunge o scende sotto i 37° C significa che ci siamo: il parto non tarderà più di 3 giorni. Sappiamo che spesso, il giorno prima del parto, i cani rifiutano il cibo e ci sentiamo pronti e carichi di entusiasmo ed energie. Anche la Veterinaria viene costantemente informata sulle evoluzioni. Noi siamo convinti di avere tutto sotto controllo, abbiamo fatto le ricerche su internet! Ma non andrà proprio così…

 

3 – The day

La sera prima del parto Lola non mangia. (bè, questo lo sapevamo!)
La temperature scende a 37,5 °C. (Tutto sotto controllo).
E’ il giorno 61 della gravidanza.
Ore 8:00 – mando i bambini a scuola e lascio la Tata in casa con Lola chiedendole di tenerla sotto controllo e chiamarmi al minimo cambiamento.

Ore 13.00 – la Tata mi informa che Lola è tranquilla sul divano e se ne va. Il tempo di andare a prendere i bimbi a scuola e…

ore 13.30 – arrivo a casa. Lola è rimasta da sola 30 minuti. Apro la porta di casa e la trovo con gli occhi sgranati, c’è sangue ovunque, sembra la scena di un crimine…

Lola vuole uscire, le metto il guinzaglio e i bimbi la portano in giardino.
Nel frattempo comincio a dare il cencio in tutta la casa per prendere tempo con me stessa e ragionare sul da farsi in quella situazione inspiegabile.

Sento un verso strano, all’inizio mi sembra il gatto che miagola, lo chiamo pensando che si sia impaurito nel vedere Lola stare male, ma tutto tace, così continuo nella mia inutile (alle indagini) ma necessaria (alla mia tranquillità) attività di pulizia del pavimento di casa.

Ancora un lamento in direzione del divano.

Vado a vedere.
In un angolo nascosto dietro un cuscino vedo questo piccolo cucciolino tutto nero.
Lola ha iniziato il parto!!!!!!!

Ma come, ma quando??? Che faccio?????

Eccitata ed impaurita comincio ad urlare come una matta intimando i bambini di portare subito Lola in casa perché sta partorendo.
Nel frattempo mollo lì lo spazzolone e il mio sempre più inutile cencio e raccolgo invece le idee: dunque: smettere di urlare per non spaventare il cucciolino (fatto) prendere delicatamente il cucciolino (fatto… oddio che tenerezza!) portarlo nelal sala parto (fatto)  sistemarlo sotto la luce rossa per tenerlo al caldo (fatto).

Ce l’ho fatta!
Ora posso commuovermi.

Quello che è successo dopo sono ricordi in una bolla di sapone, in una nuvola di ovatta.

Lola entra in casa e nonostante tutti i miei tentativi di tenerla nella sala parto con il cucciolo lei non ne vuole sapere (è la mamma perdie!) e con un salto agile sale sul divano e di li a poco partorisce Cucciolo n. 2! Una sagomina dentro un sacchetto con un misto di liquido bianco e sangue. Lo guardiamo inteneriti. Non dura molto. Lola lo lecca, rompe il sacco e mangia sicura la placenta (è la mamma perdie!) sotto lo sguardo paralizzato mio e dei miei figli: Matheiu, 6 anni senza distogliere lo sguardo, fisso su Lola: “mamma posso piangere per l’emozione???”
Le bimbe si preoccupano: “mamma ma le fa male? Fa male?” (mi rendo conto oggi di come le bimbe si sono subito proiettate sul futuro pensando alla loro maternità, mentre il bimbo si è subito emozionato come succede di solito ai babbi… incredibile!)

Appena mi riprendo proseguo con le istruzioni ripassate tante volte per essere pronta al momento: dunque… prendere cucciolo, asciugare cucciolo con asciugamano e mettere cucciolo sotto lampada insieme a fratellino (fatto, molto bene!).
Ora li posso guardare e intenerirmi. Cucciolo n° 2 è color cioccolata.
Si spostano in modo buffo, sembrano dei piccoli trichechi tutti pieghe.
Lola entra finalmente nella sala parto, si rilassa e i due cuccioli si attaccano e cominciano a bere il latte.
La natura è veramente incredibile: è stato tutto come se Lola l’avesse già fatto e sapesse esattamente cosa doveva fare. Lei.

Posso chiamare la Veterinaria e informarla che due cuccioli sono nati nel frattempo chiedo ai bambini di controllare Lola e di chiamarmi se notano dei cambiamenti.

Anch’io posso rilassarmi e nel frattempo cercare di far sparire “la scena del crimine “ dal resto della casa.

 

4 – Sorpresa!

Dopo circa 10 minuti arriva la veterinaria e mia figlia Gaia la accoglie urlando:
– Correte, correte il cane ha le condoglianze!!!!!
– Le condoglianze?? –
– Si, si quelle “cose” che strizza la pancia !!!
– Ah! Le contrazioni!!! –

A distanza di tempo mi rendo conto però di quanto quel termine sia solo apparentemente sbagliato ma in realtà ben contestualizzato perché Cucciolo n° 3 nasce morto. Esce senza sacco, piccolissimo, tutto nero e con una macchia bianca sotto il collo. Mia figlia Celeste e la veterinaria provano a rianimarlo in tutti i modi, è stata una scena straziante e per un  tempo brevissimo ci siamo quasi dimenticati di Lola.
Quando la veterinaria conferma che non c’è più niente da fare mettiamo il cucciolo in una piccola scatola di scarpe per poi sotterrarlo la sera.

Ma la giornata è ancora lunga.
Il cucciolino nato morto ha lasciato la placenta dentro la pancia di Lola ed è necessario fargliela espellere per evitare infezioni e per questo è stato preziosa la mano esperta della Veterinaria che in pochi minuti libera Lola da quel brutto ricordo.

Lola è sfinita e anche noi.
Trangugia le due scatolette di pappa che le offriamo in men che non si dica.
Era affamata!
Dopo circa un’ora, quando ormai ci siamo rilassati, sorpresa! Nella più grande rilassatezza nasce anche Cucciolo N° 4, un cicciottello al cioccolato. Da buon ultimo, è nato comodo, nella sala parto.

Ma non è l’ultimo.
Cioè noi lo pensiamo ma dopo un’ora nasce anche Cucciolo n° 5.
A questo punto Lola si alza in piedi con decisione e vuole che io la segua.

Io le sto dietro con in mano un asciugamano e lei in pochi minuti fa nascere tra le mie mani il piccolo Cucciolo n° 6. A questo punto anch’io ho imparato il da farsi: apro il sacco, Lola mangia la placenta mentre io asciugo il cucciolo. Una perfetta collaborazione!

Ora tutto è tranquillo, Lola è sdraiata nella sala parto e dorme mentre i cuccioli sono tutti attaccati e bevono il latte ingordi.
Ci possiamo finalmente rilassare tutti.

Come non detto.

 

5 – Happy end

Non sono passate due ore e Lola si alza e mi guarda con due occhi sgranati.
Penso che voglia uscire per fare due passi ma mi sbaglio perchè mentre stiamo passeggiando si ferma, si contrae e io, che ormai ho capito, faccio appena in tempo a chinarmi per prendere al volo Cucciolo n° 7, corro in casa lo asciugo e lo metto sotto la lampada con i fratellini in attesa che Lola finisca la sua passeggiata.

Parlo sempre di “cuccioli” perché incredibilmente Lola ha partorito solo maschi, cicciottelli e pieni di pieghe. Da strapazzare di coccole!!!!

Ce l’abbiamo fatta. Lola è stata bravissima e i miei figli sono stati dei fantastici aiutanti, sicuramente provati da questa emozionante esperienza ma allo stesso tempo entusiasti per aver assistito a questo miracolo.